Candela, un borgo da vivere

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Candela, un borgo da vivere

 Scritto da Redazione

E’ l’ultimo comune a lasciare la Puglia prima del confine con la Campania. E’un borgo arroccato su due colli, in perfetta quiete e aria pura dei Monti Dauni. Noi di ArtPuglia abbiamo deciso di portarvi alla scoperta di Candela, un borgo medievale che sembra aver mantenuto nel tempo la sua impronta rurale, senza lasciarsi intaccare dallo scorrere del tempo.

Un paese da valorizzare e da vivere, se si considera la recentissima proposta del sindaco di donare duemila euro a chi dovesse decidere di trasferirsi.

Il motivo è da collegare alla conseguente diaspora verso le città e la pianura dei giovani in cerca di occupazione e di carriera, riducendo la comunità a circa  2.700 abitanti.

Qui si sono recate le telecamere della più nota emittente d’America, la Cnn. Tutti alla scoperta della comunità di Candela, con le sue viuzze, le case a tetto spiovente, le tradizioni che anziché essere abbandonate tendono ad incrementare di importanza, come la Festa del grano, la Sagra dell’orecchietta, la Sagra dell’asparago locale e la festività del Natale per via della presenza della “Casa di Babbo Natale”.

Candela non è solo borgo ideale dove abitare per vivere la tranquillità, ma è anche luogo da visitare per la presenza di beni culturali: la Chiesa della Madonna della Purificazione, che custodisce al suo interno, immagini dell’ultima cena e della vita di Gesù; la Chiesa del Purgatorio, dove è visibile sia all’esterno che all’interno la pietra locale usata per la costruzione, e la Chiesa di San Rocco, patrono del paese, dove è visibile sia la reliquia, sia l’immagine bizantina del santo pellegrino. A Candela vi è anche il Castello risalente al periodo normanno, con qualche modifica apportata dalle dinastie che si sono succedute: dagli angioini ai Doria. Di esso restano, oggi, solo la torre, la cisterna e il forno vecchio.

Un tempo, Candela veniva chiamata “Napelicchie”, ossia piccola Napoli, per via della vivacità della vita comunitaria. Difatti, vi erano numerosi artigiani e commercianti chiassosi che facevano da richiamo alla vita dei vicoli partenopei, ma soprattutto per le usanze e il dialetto simili alla realtà dei campani.

Se dunque attualmente la giunta comunale ha deciso, con coraggio ed intraprendenza, di incentivare l’arrivo di nuovi residenti, ciò sarebbe un buon motivo per rivalutare Candela anche dal punto di vista del turismo culturale, specie se si considerano le tradizioni e la suggestività di questo borgo.

 

Un giusto monito per valorizzare l’intera area dei Monti Dauni. Una terra completa, sotto tutti i punti di vista, dove la bellezza della natura incontaminata si sposa con la presenza di centri ricchi di storia e con la quiete delle antiche atmosfere paesane. 

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